Quanto guadagna un procuratore sportivo? - procuratorecalcio

La domanda più frequente che chiunque si interessi o provi ad avvicinarsi alla professione di agente sportivo si pone è: quanto guadagna un procuratore sportivo?

 

Partendo dal presupposto che chi intende approcciarsi a questa professione dovrebbe avere altri motivi primari ulteriori come la passione per il calcio oltre al mero guadagno, in questo articolo, vedremo quali sono gli aspetti economici più rilevanti di questo lavoro.

 

Le principali fonti di guadagno di un procuratore di calciatori sono essenzialmente due:

  • la prima deriva dalla provvigione calcolata in misurata percentuale (indicativamente il 3% ma può essere anche superiore) sullo stipendio del calciatore assistito. Ogni anno il procuratore di un certo calciatore avrà una remunerazione fissa di questa quota parte dell’ingaggio dello stesso.
  • la seconda fonte di reddito di un procuratore sportivo, forse la più rilevante, è quella che deriva dalle commissioni generate dai trasferimenti dei calciatori da un club all’altro. Questa seconda fonte non necessariamente deve derivare da calciatori direttamente assistiti dal procuratore sportivo in questione, ma potrebbe derivare da calciatori di cui il procuratore cura solo il trasferimento per conto di una delle parti in causa nello stesso (il club cedente o il club acquirente). Pertanto è possibile che un procuratore possa lavorare ad un trasferimento e guadagnare una cospicua commissione anche con riferimento a calciatori non gestiti da lui.

 

Negli ultimi anni in questo senso si è parlato spesso di intermediari o intermediazioni. Infatti quando un calciatore si trasferisce da un club all’altro di fatto entrano in gioco tre parti: il club che vende, il club che compra e chi cura gli interessi del calciatore (può essere il calciatore stesso, la sua famiglia oppure l’agente).

Spesso il procuratore di un calciatore che si trasferisce può curare per conto di tutte le tre parti il trasferimento stesso. Altrettanto spesso può succedere che ogni parte deleghi o dia mandato ad un agente di curare il trasferimento per proprio conto.

 

Le commissioni generate da un trasferimento pertanto sono almeno due: la commissione che è disposto a pagare il club che vende è quella che è disposto a pagare il club che compra. Se uno stesso soggetto anche non collegato al calciatore che si trasferisce cura gli interessi per entrambi i club, cedente e compratore, è probabile che quest’ultimo, in caso si tratti di calciatore di rilevante importanza, possa guadagnare un’elevatissima commissione.

 

Negli ultimi anni si è assistito ad un fenomeno singolare che è quello delle commissioni (o meglio premi alla firma) pagate dai club acquirenti per calciatori in scadenza di contratto. Queste situazioni hanno spesso riguardato calciatori molto importanti che avrebbero avuto un valore di mercato molto elevato. In queste circostanze il procuratore per concedere il proprio assistito ad un club che lo avrebbe acquisito a parametro zero ha preteso una cospicua somma (premio alla firma) a titolo di commissione per sé e per il calciatore.

 

Emblematico, in questo senso è stato il caso di Emre Can (ex calciatore della Juventus) che si è trasferito dal Liverpool alla Juventus a parametro zero generando, però, una commissione per sé e per il proprio agente di ben 16 milioni di euro.

 

In conclusione quindi possiamo dire che ad altissimi livelli il mestiere dell’agente sportivo può generare enormi ricavi ma si tratta pur sempre di una minima percentuale di tutti gli agenti sportivi operanti in Italia e nel mondo. La grande massa degli agenti sportivi che lavorano nel nostro territorio, soprattutto quelli che lavorano prevalentemente con la serie B la serie C devono fare i conti con compensi molto più modesti che sono quelli disposti a pagare i club di quelle categorie.

 

E’ quindi fondamentale che alla base della scelta di un soggetto di intraprendere questa strada lavorativa ci sia una grande passione.

 

Staff procuratorecalcio.com