Frase ricorrente di tutti i club in questo calciomercato è stata: “prima devo fare le uscite”. Questa frase ottempera ad un preciso obbligo economico-finanziario, imposto dalle norme della Figc.

 

Nel 2015 infatti la Federcalcio, tra i vari criteri all’interno del sistema di controlli economico-finanziari, ha introdotto anche l’indicatore di liquidità. All’interno delle NOIF (le Norme Organizzative Interne Federali), viene spiegato che “l’indicatore di liquidità (AC/PC), utilizzato per determinare l’eventuale carenza finanziaria, è calcolato attraverso il rapporto AC/PC tra le Attività Correnti (AC) e le Passività Correnti (PC)”.

 

In sostanza, quindi, si tratta di un indice che dimostra quando un club sia in grado di poter rispettare i propri impegni finanziari a breve termine: per la stagione 2019/20 il rapporto massimo era fissato a 0,7, che sale a 0,8 per il 2020/21. Un requisito fondamentale per l’iscrizione del campionato fino alla stagione 2019/20, ma che soprattutto condiziona e condizionerà il calciomercato.


Questo  parametro è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità di una società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi. Viene calcolato sulla base delle risultanze del bilancio d’esercizio e della relazione semestrale. In caso di mancato rispetto dell’indicatore di liquidità, la carenza finanziaria dovrà essere ripianata .