La primavera…. per i giovani forti è inutile.

In serie A stiamo assistendo a una sorta di gara a chi fa esordire il più giovane calciatore. Gli esempi di Genoa con il 2001 Pellegri, Atalanta con i ’99 Bastoni e Melegoni, Juventus con  il fortissimo 2000 Kean sono solo i più recenti di una tendenza che sta prendendo sempre più piede. Ragazzi del 2000 che già entrano nell’orbita della prima squadra.

Condivido pienamente l’esigenza di dare a questi giovani la possibilità di confrontarsi con un calcio professionistico ma mi domando al contempo cosa succeda alle squadre primavera.

Aspettando che diventi operativo il programma che il neo rieletto Tavecchio si è proposto di attuare con le seconde squadre di A bloccate in lega pro rischiamo di danneggiare in altra generazione di giovani calciatori fermi nel limbo di un calcio semiprofessionistico che ogni giorno perde il suo valore formativo.

Nel contesto attuale le eccellenze uscenti dalla categoria allievi dovrebbero confrontarsi da subito con realtà stimolanti per questo non capisco il discorso di chi nella gestione dei giovani ragazzi preferisce comunque proseguire nell’Academy di una grande squadra più tosto che la realtà di una lega pro o della cadetteria. Il pensiero di essere già pronti per la serie A è comune a  molti personaggi che ruotano attorno a questi giovani indirizzandoli ad un percorso che a mio avviso ne rallenta la crescita.

Vedere oggi un fuori quota del ’97 in primavera appare ai miei occhi un non senso incomprensibile, il peccato è che siamo in pochi a pensarla così.

Aprile 14, 2017

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