Le pagelle dei giornalisti

Prima di iniziare questo lavoro credevo che le pagelle dei giornalisti fossero un elemento trascurato dagli addetti ai lavori. Mai avrei pensato che un procuratore o un direttore sportivo potesse far rientrare nelle proprie valutazioni il voto redatto da un giornalista che dalla tribuna vede e giudica 22 giocatori.

Questa mia errata convinzione si è subito scontrata con una realtà molto diversa quando parlando con un noto procuratore italiano riguardo un giocatore belga di cui avevo mandato, mi sentii rispondere che in occasione di una partita giocata da calciatore in nazionale contro l’Italia quest’ultimo aveva avuto una valutazione su vari giornali non sufficiente.

Tralasciando di entrare nel merito delle valutazioni rispettabili e legittime perché nel calcio può esistere anche una parte soggettiva (anche se secondo me non deve essere prevalente) questo episodio mi aprì gli occhi ad una prospettiva che fin li non avevo mai avuto.

Va detto che per stessa affermazione di molti giornalisti tra cui Adriano Serafini del Tempo, spesso il giornalista è messo nelle condizioni di dover fare le pagelle in maniera frettolosa e potendo rivolgere poca attenzione, in quanto valutare in maniera puntuale 22 giocatori in campo (oltre le sostituzioni) è un compito arduo.

Il mio pensiero è che seguire certi giudizi in maniera eccessiva, quasi fossero determinanti per una scelta, è un modo sbagliato di utilizzare un dato che invece può aiutarci a capire quale sia la percezione comune del nostro giocatore.

Marzo 31, 2017

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