Non esiste l’allenatore perfetto ma l’allenatore giusto.

Quando si sceglie un allenatore le valutazioni da fare sono tante ma la prima domanda che un club si deve porre in questa fase deve essere, o meglio devono essere essenzialmente 2:

  1. Vincere?

 

  1. Valorizzare e far crescere giocatori per il trading?

 

La risposta a queste due semplici domande sono diametralmente opposte e rispondono a un identikit di allenatore opposti l’uno dall’altro.

Nel mio pensiero l’allenatore nella sua accezione più puro è quell’uomo in grado di insegnare calcio e far crescere un giocatore sotto 2 profili:

  1. Tecnico

 

  1. Tattico

 

L’esempio tipico che in Italia tutti fanno è quello di Zeman, come un fondamentalista del calcio offensivo in cui c’e’ l’esaltazione del talento puro magari giovane.

Considero Zeman un purista , funzionale la crescita di un giovane, un allenatore che mette in campo una squadra pensando esclusivamente alla caratteristiche tecniche dei propri giocatori e tralasciando aspetti pertinenti l’esperienza.

Questa visione del calcio così pura non è chiaramente finalizzata alla vittoria ma esclusivamente la crescita di valore dei calciatori ideale per una squadra di media fascia con un piattaforma ristretta di potenziali tifosi e ricavi da stadio e tv limitati. Parliamo di squadre che non hanno l’abitudine a confrontarsi in campo internazionale.

Con questo tipo di allenatore rispondiamo perfettamente alla seconda domanda, probabilmente a fine stagione avremo modo di entrare nel mercato e poter fare un trading finalizzato a grandi plusvalenze da poter poi reinvestire generando un circolo economico-finanziario virtuoso.

 

Totalmente opposto l’identikit dell’allenatore che risponde alla prima domanda, Vincere, più che una domanda può diventare una necessità. Per un top club la necessità di vincere è la motivazione che deve ossessionare calciatori, allenatori e dirigenti.

L’esempio di Antonio Conte in questo momento credo sia il più appropriato per descrivere questo tipo di messaggio. Con conte non programmerai in funzione di una massimizzazione dei ricavi (riduzione dei costi, monte ingaggi, plusvalenze tutti concetti secondari). La vittoria a qualsiasi costo per scrivere la storia di un club.

Per scrivere la storia nel calcio, Leicester escluso, servono tanti soldi!

Aprile 6, 2017

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